La bottega delle anime

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“La bottega delle anime” narra del potere dell’arte e dell’amore vero, quello in grado di guarire le ferite più profonde. Una storia di coraggio e riscatto, che si muove senza sosta tra la Londra contemporanea e la Firenze dei Medici. Margherita si è lasciata alle spalle l’Italia e i propri problemi, o almeno così sperava. Ora vive a Londra insieme all’eccentrico Richard, cinquantenne amico di famiglia, e lavora come restauratrice presso la National Gallery. La mostra dedicata a Holbein, pittore cinquecentesco, è alle porte quando lei entra in possesso di un dipinto che suppone essere una delle opere perdute dell’artista. Durante il restauro del quadro inizia ad avere strani disturbi del sonno, simili a visioni che la portano a viaggiare nella Firenze del Rinascimento, nei panni di Loris, un aspirante pittore. Cosa le sta accadendo? È il quadro a causare tutto questo?

  1. Graywoon

    L’arte cura l’anima, richiude le crepe della mente e mantiene in forze il corpo stanco e martoriato.
    Margherita questo lo scoprirà, quando restaurando un presumibile quadro scomparso dell’artista Holbein, si troverà a sognare e vivere una vita diversa. Un eco del passato.

    È proprio questo eco il punto forte del libro: la storia di Loris e del Corvino, due artisti della Firenze rinascimentale, tanto simili quanto agli antipodi.

    I personaggi sono umani, un miscuglio perfetto di difetti e pregi che gli rendono tangibili e le descrizioni di Firenze permettono di muoversi fianco a fianco a loro. Mentre leggevo la storia di Loris, sentivo quello che provava il ragazzo e vedevo dai suoi occhi, come se fossi io Margherita.

    Purtroppo questa attenzione verso la storia di Loris sembra aver tolto spazio alla “timeline” principale.
    Nel tempo moderno seguiremo la storia di Margherita, una ragazza che soffre di disturbi alimentari e che è fuggita dal suo passato, restandone però intrappolata; di Richard, suo coinquilino e figura di riferimento. Quello che secondo me non funziona è il poco spazio lasciato ai personaggi che, nonostante protagonisti alla pari di Loris, nella mia esperienza di lettura gli ho sentiti più come sfondo.

    Non andrò a toccare il tema del disturbo alimentare. Non lo conosco e questa mia “ignoranza” potrebbe portarmi a non comprenderlo a dovere. L’unica cosa che mi sento di dire è che non ho percepito il peso che l’autrice avrebbe voluto dare, così come il perché la storia di Loris l’ha guarita.

    In conclusione, La Bottega delle Anime è un libro che riesce nel raccontare la bellezza per l’arte, la complessità dell’amore e che ti fa immergere in un epoca passata, che per ovvi motivi non possiamo vivere. Ha dei personaggi tangibili, vivi, che il lettore può conoscere e sentire nonostante non tutti reali, se guardiamo nella linea narrativa passata.
    La parte del presente sembra invece più di sfondo.

    Mi complimento con l’autrice per la scrittura. Non mi dilungherò ancora su quanto sa essere immersiva, penso di aver detto abbastanza prima.

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